L’inquadramento normativo dei fondi sanitari prevede la possibilità per questi ultimi di affidare la propria gestione a soggetti terzi.
Storicamente la maggior parte dei fondi in Italia ha fatto la scelta di esternalizzare rischio e processi di gestione. L’apertura prevista nella normativa di riferimento è diventata prassi per i fondi sanitari ed i loro promotori.
Tuttavia, in questi ultimi anni una parte sempre più importante di fondi porta in house processi/prestazioni (quindi rischio) curandone la gestione in maniera più diretta e vicina alle proprie esigenze di territorio, tenendo da conto l’aspetto economico e monitorando da vicino dell’aspetto tecnico per l’impatto di tale decisione.
Cosa significa innanzitutto “gestione autonoma di un fondo”
Questa può essere l’assunzione parziale o totale del rischio tecnico o assicurativo ma anche la gestione vera e propria dei processi organizzativi e autorizzativi secondo le specificità del fondo stesso derivanti dalla sua natura giuridica (enti, casse, SMS, fondi sanitari integrativi del SSN).
Ma quale vantaggio può avere un fondo nel passare ad una gestione in house parziale o totale? Questo tema può variare da un fondo all’altro in funzione della natura stessa del fondo, dei suoi obbiettivi, della composizione degli organi dello stesso e dei suoi promotori. Tuttavia, in sostanza, si possono individuare i seguenti argomenti decisionali:
- Vantaggio economico derivante dall’assunzione del rischio tecnico che permette, in periodi di scarsa o ridotta attività rimborsuale, di produrre maggiori accantonamenti
- In caso di ulteriore gestione autonoma dei processi approvativi/liquidativi questo significa essere più vicini ai propri aventi diritto, gestendo in prima persona tempi di prese in carico, di risposta all’utenza, di pagamento. In sostanza consente di migliorare il livello di servizio e le performance in generale
- Indirettamente, inoltre, ne consegue anche una flessibilità maggiore, quindi rapidità nelle scelte, nello sviluppo di nuove soluzioni, nuovi progetti a tutela degl’iscritti e nella implementazione di nuovi sistemi. Un fondo autonomo è slegato da un ipotetico gestore, quindi più libero in questo senso.
Bisogna valutare tutti gli aspetti di una soluzione in autogestione, citiamone alcuni:
- rischio di andamenti tecnici negativi, se non preventivamente calcolati, potrebbero impattare sulle casse del fondo stesso
- rischi relativi all’organizzazione e gestione dei processi e dei flussi
- rischi di disfunzionamenti tecnici dei sistemi adottati che possono creare dei disservizi all’utenza
Il fondo dovrà dunque tenere conto di tutti questi aspetti per addentrarsi sul terreno dell’autonomia.
Tale scelta significa innanzitutto essere competenti sulla materia, prepararsi con una visione precisa circa il percorso da seguire verso l’autonomia e infine dotarsi di un’adeguata struttura tecnica e organizzativa.
Aequa Salute offre un servizio chiavi in mano per la gestione “privata” del proprio fondo sanitario o cassa mettendo a disposizione un’ampia gamma di servizi, strutture informatiche ed il servizio di convenzioni di territorio.
