Si confrontano spesso le polizze sanitarie assicurative del ramo malattia con i Sussidi Mutualistici delle Società di Mutuo Soccorso, questo genera non poca confusione.
Una polizza sanitaria nasce con lo stesso principio, far del bene ma spesso nella sua stesura, la finalità ultima rimane il profitto della Compagnia di Assicurazioni che la propone.
Di per sé questo non è un difetto, anzi permette agli assicurati di avere una tutela da soggetti con le “spalle grosse”, ma purtroppo nella pratica impatta notevolmente sui numeri.
Come?
Semplice, quando si costruisce un prodotto assicurativo, si deve ragionare sui cosiddetti “caricamenti”, ossia quella parte di premio che si paga per coprire i costi e soprattutto per dare adeguata marginalità agli azionisti e tutta la filiera.
Questo in una Società di Mutuo Soccorso si riduce considerevolmente, perché unico caricamento è dato per la gestione della Mutua stessa, non dovendo e non volendo invece distribuire utili.
Un altro aspetto importantissimo è dato dalla cosiddetta “antiselezione” ossia il rischio per la Compagnia di assumere rischi elevati perché i potenziali clienti acquistano solo quando hanno già necessità di generare sinistri (ancora una volta ci dovremmo interrogare sulla terminologia assicurativa, prima “malattia” poi “sinistri”).
Su questo le compagnie, quasi tutte, si tutelano ampiamente; come? Inserendo nella polizza dei “paletti”, come a esempio il questionario anamnestico in fase di adesione, questionario che poi genera esclusioni particolari o in estrema ratio la non assicurabilità del soggetto.
La Mutua no, vale il principio della “porta aperta”.
La Mutua non seleziona i rischi, non deve e non vuole; nasce proprio per tutelare le fasce più deboli e quindi non ha questionari anamnestici, non opera esclusioni particolari e soprattutto ha contributi per i Sussidi che sono identici per qualsiasi età e sesso e non chiude le porte oltre certe età, anzi.
Ciò non vuol dire che la Mutua non calcoli i propri rischi, anzi esattamente il contrario e lo farà ricercando nel pareggio di bilancio il suo equilibrio, non nel raggiungimento di un ricavo adeguato.
La fiscalità non da ultima è evidentemente diversa tra il mondo assicurativo rispetto al mutualistico.
Sì perché una polizza sanitaria non è né detraibile né deducibile, mentre i Sussidi versati alle Società di Mutuo Soccorso sono sempre detraibili (vd. Codice Terzo Settore art. 83 c.5) o in alcuni casi deducibili dai redditi da lavoro dipendente.
In ultimo, alcune Società di Mutuo Soccorso si sono organizzate affinché un Socio stesso della Mutua, Informatore o Coordinatore, possa dare il massimo supporto in fase di iscrizione agli associandi, facendo proselitismo, concetto alla base della stessa mutualità i soci portano altri soci.

